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La collana digitale del Comune di Modena si confronta con i luoghi dove si intrecciano storie, vite, radici, memoria e futuro

Con oltre 150.000 download complessivi dal suo esordio, la casa editrice del Comune di Modena Il Dondolo si conferma come un laboratorio di scritture contemporanee capace di dare voce a progetti culturali in dialogo con la città e con le trasformazioni del nostro tempo. Ad oggi sono 91 le pubblicazioni della collana, con 8 uscite nel 2024 e 7 nei primi sei mesi del 2025, tutte scaricabili gratuitamente dal sito www.ildondolo.it.

Tra le ultime uscite spiccano i tre Dondoli dedicati al progetto “La città dei vivi, la città dei morti”, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Modena per restituire voce e memoria alle persone sepolte nel cimitero di San Cataldo, luogo che da sempre riflette la storia e le trasformazioni della città. Un progetto che intreccia architettura, storia, musica e tecnologia in una guida sonora disponibile online (https://cimiteromonumentale.comune.modena.it/guida), dove le tracce audio si muovono tra il cimitero ottocentesco progettato da Cesare Costa, il cimitero ebraico e l’iconico cimitero incompiuto di Aldo Rossi, metafora architettonica della fragilità della memoria e dello scorrere del tempo.

Nel progetto editoriale de Il Dondolo, queste voci si fanno racconto. Beppe Cottafavi, direttore della casa editrice, ha inaugurato la serie con il racconto “Epitaffio”, pubblicato anche sul numero in edicola di Finzioni, il mensile culturale del quotidiano Domani. A seguire, firmato da Elena Bosi che l’anno scorso ha pubblicato per Neri Pozza il suo primo e irresistibile romanzo “Mio padre è nato per i piedi”, è uscito il Dondolo con una serie di brevi racconti inediti che danno voce a figure minime e marginali, riaffioranti dall’oblio. Infine il terzo ebook, “La città dei vivi, la città dei morti” raccoglie le narrazioni che accompagnano la guida sonora, storie di persone comuni che, proprio nella loro ordinarietà, riflettono il tessuto morale e collettivo della città. Un’eco perfetta del progetto incompiuto di Rossi: una città dei morti che parla a quella dei vivi.

Accanto a questi percorsi dedicati alla memoria, Il Dondolo pubblica anche l’antologia “Noi e gli alberi”, nata nell’ambito del Premio Rotary Modena L.A. Muratori 2025, che quest’anno si è rinnovato con nuove sezioni dedicate al rapporto tra letteratura e ambiente, in collaborazione con Alberi Festival. L’antologia raccoglie i racconti vincitori e finalisti del concorso e si affianca idealmente a quel “Messale laico” già pubblicato da Il Dondolo, che riflette sulle radici filosofiche e culturali del festival modenese ispirato al visionario lavoro dell’architetto Cesare Leonardi, autore del celebre “L’architettura degli alberi”.

Il premio ha coinvolto una giuria prestigiosa presieduta da Beppe Cottafavi e composta, tra gli altri, da Isabella C. Blum, Sandro Campani, Matteo De Giuli, Ludovica Lugli, Giovanna Zoboli e Andrea Zanni. Nella sezione narrativa il riconoscimento è andato al racconto “Il rifugio delle fate” di Elena Tartaglia, delicata storia d’inverno e di alberi, mentre la sezione saggistica ha premiato “Itinerari arborei” di Pietro Cacciatore, un invito a scoprire percorsi botanici e letterari nella città di Padova, utile modello per future applicazioni in altre città. Menzione speciale, infine, per Renata Pieroni con “La lunga vita dell’albero”, poetico racconto in prima persona di un abete testimone della vita di un giardino bolognese dal 1957 al 2017.

Un ulteriore tassello nella mappa editoriale di questi mesi è il nuovo Dondolo firmato da Elena Bellei, Di cosa parliamo quando parliamo di madri, un testo inusuale sulla maternità nato da una serie di interviste a giovani madri, intrecciate a riflessioni e cronache contemporanee. Una pubblicazione che si inserisce nel progetto “Mater. La forza inquieta del materno”, curato dall’associazione femminista Blu Bramante e dal collettivo di ostetriche PartiAmo, che ha avuto tra i suoi momenti fondativi l’incontro con la filosofa Adriana Cavarero e la proiezione alla Sala Truffaut del film “Olmo and the Seagull” della regista brasiliana Petra Costa. Il lavoro di Bellei si pone in dialogo con questa riflessione corale, andando oltre la dimensione sociale per restituire voce e corpo all’esperienza materna, con tutte le sue luci e le sue ombre.

Infine, come da tradizione, arrivano anche i consigli per l’estate del direttore Beppe Cottafavi, che suggerisce tre letture emblematiche del percorso del Dondolo: il nuovo Dondolo di Elena Bosi “Una notte sono morta e altre voci del cimitero San Cataldo di Modena” con piccole storie ambientate nella bassa modenese, il racconto “La sconosciuta” della scrittrice di gialli e thriller Barbara Baraldi, anche questa settimana terza in classifica tra i libri più venduti in Italia con il suo ultimo romanzo “Gli omicidi dei tarocchi” e l’intramontabile “Casa d’altri” di Silvio D’Arzo, il miglior racconto del Novecento italiano, come si è espressa buona parte della critica, e sempre tra i più amati dal pubblico.