Modena saluta il 2022 con una festa di Capodanno a cielo aperto che unisce il mito, l’arte e le nuove tecnologie con due installazioni digitali e uno spettacolo di danza aerea, protagonista il sito Unesco con piazza Grande, il Duomo e la Ghirlandina.
Programma
Il mito di Fetonte
Dal 31 dicembre al 3 gennaio video mapping sul Duomo
Orario:
- 31 dicembre dalle 23.15 alle 23.30 / dalle 00.30 alle 01.00;
- 1 gennaio dalle 19.15 alle 21.15;
- 2 gennaio dalle 19.15 alle 21.15;
- 3 gennaio dalle 19.15 alle 21.15
Installazione digitale “Un mondo diverso”
Dal 31 dicembre al 3 gennaio – Piazza Torre, a lato della Torre Ghirlandina –
Orario: la video installazione si ripete in loop nei seguenti orari:
- 31 dicembre dalle 19 alle 20.30 / dalle 23 alle 23.15
- 1 gennaio dalle 19 alle 21
- 2 gennaio dalle 19 alle 21
- 3 gennaio dalle 19 alle 21
L’installazione, che si ispira all’omonimo libro del fotografo Stefano Unthertiner realizzato alle isole Svalbard, è una proiezione di grande formato, che propone al pubblico un’esperienza sensoriale immersiva: la piazzetta sarà trasformata in un grande set invernale, una distesa di ghiaccio che invade l’architettura storica della città trasportando i partecipanti in un mondo diverso, dove la neve e il paesaggio artico saranno così vicini che sembrerà di poterli toccare. Un set di telecamere monitorerà alcune aree della piazza dove adulti e bambini, con il movimento del corpo, potranno interagire con suoni e immagini, determinandone la forma.
Spettacolo di danza aerea “Clairière Urbaine”
In Piazza Grande il 31 dicembre
Orario: dalle 23.30 alle 23.50 pausa di mezzanotte, dalle 00.05 alle 00.30 (in caso di maltempo lo spettacolo verrà recuperato la sera del 1 gennaio alle 21.30)
Unica rappresentazione, invece, la notte dell’ultimo dell’anno a partire dalle 23.30, messa in scena dalla compagnia francese Retouramont, pioniera della danza verticale.
La performance, che dura circa quaranta minuti ed è divisa in due parti con in mezzo il brindisi di Capodanno, si intitola “Clairière Urbaine”, che letteralmente significa “radura urbana” e rimanda agli “interminati spazi” di ascendenza leopardiana. L’idea alla base dello spettacolo è il dialogo tra i corpi umani e la monumentalità di un luogo simbolo come piazza Grande, con i danzatori che, issati su corde, attraverseranno lo spazio tra la torre dell’orologio di Palazzo comunale e il palazzo della banca Unicredit, progettato negli anni ’60 da Gio Ponti.















